Mons. Emilio Cottafavi a Reggio Calabria dopo il terremoto del 1908
Mons. Emilio Cottafavi a Reggio Calabria dopo il terremoto del 1908
Il Museo diocesano di Reggio Calabria custodisce ed espone dal 26 maggio 2021 un dipinto raffigurante la Visione di San Prospero, opera realizzata dal pittore reggiano Cirillo Manicardi nel 1910: il Santo, patrono di Reggio Emilia, è ritratto orante e inginocchiato sulle macerie della città di Reggio Calabria, distrutta dal terremoto del 1908; in basso, al centro sono la mitria e il pastorale, sue insegne vescovili, e gli stemmi delle due città, lo scudo crociato e San Giorgio che uccide il drago, da riferirsi, rispettivamente, a Reggio Emilia e a Reggio Calabria; in basso, a destra sono data e firma dell’autore “C. Manicardi / 1910” (fig. 1). Il restauro dell’opera, possibile nel 2025 con il sostegno del Gruppo Credem, ha rivelato la presenza in alto al Santo, appena visibili, di due eteree fanciulle in atto di abbracciarsi simboleggiando, ancora, le due Reggio.
Il dipinto fu commissionato all’artista dal reggiano mons. Emilio Cottafavi, inviato da papa Pio X in Calabria, nei luoghi del sisma del 1908 quale delegato pontificio perché prestasse i primi soccorsi alla popolazione e provvedesse alla costruzione di chiese baracche e istituti di accoglienza e assistenza: a lui, giunto a Reggio il 10 gennaio 1909, il papa raccomandò “di rappresentarlo degnamente e di essere largo di sussidi con i disastrati bisognosi”.
Il terremoto del 1908 aveva causato il crollo dei quattro quinti degli edifici ecclesiastici diocesani ed 84 chiese parrocchiali delle 88 esistenti erano state rase al suolo: la ricostruzione si prospettava “ardua e dispendiosa. Ma il cuore generoso di S. Pio X, autoproclamatosi Arcivescovo di Reggio, non arrestò dinanzi alla spesa e alle difficoltà, sorretto dalla carità dei Cattolici non solo d’Italia, ma del mondo”.
Mons. Cottafavi promosse la realizzazione di un villaggio di abitazioni prefabbricate in legno, per accogliere ed educare gli orfani del territorio, e numerose chiese baracche la cui fabbrica fu affidata alla Ditta inglese John Mc Manus, sotto la direzione dello stesso Cottafavi, di don Giuseppe Zumbo, rappresentante della Diocesi e suo segretario, e del conte Zileri dal Verme di Vicenza: tra esse “una graziosa chiesetta dedicata a S. Prospero, che protettore della Reggio nostra, lo diventasse anche dell’altra Reggio”, edificata “sopra una delle più belle colline di Reggio”, annessa ad un Istituto di Educazione, in via Reggio Campi “nel fondo del Sig. Domenico Casile” (fig. 2).
Per la chiesa di San Prospero monsignor Cottafavi nel 1910 commissionò al pittore Cirillo Manicardi, suo concittadino, un dipinto ad olio su tela raffigurante San Prospero, patrono di Reggio Emilia, da collocarsi sull’altare maggiore: l’opera, il cui soggetto è meglio definito quale Visione di San Prospero è ben documentata dalle fonti archivistiche.
A Reggio Calabria mons. Cottafavi ricevette preziosa collaborazione da don Luigi Orione, fondatore della Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza: quando, dopo sedici mesi di permanenza, il delegato pontificio lasciò la città affidò in dono a don Orione, per volere del papa, “la residenza della Commissione Pontificia con l’annessa chiesa di S. Prospero, nel fondo Casile, in via Reggio Campi”.
Don Luigi Orione “mise subito a profitto il dono, sistemandovi prima delle scuole elementari e successivamente i laboratori del suo Orfanotrofio” poi “trasformati in Scuola di Avviamento Professionale. È avvenuto così che l’intitolazione della chiesetta è passata alla stradetta – un vicolo, quasi – che passa davanti all’Istituto”.
La chiesa di San Prospero il 3 maggio1920 fu distrutta da un incendio ed il dipinto tratto in salvo da don Felice Cribellati, allora direttore dell’Istituto, che lo trasferì nella tipografia voluta all’interno del villaggio San Prospero dallo stesso monsignor Cottafavi, quale laboratorio per l’istruzione professionale degli orfani. Quando la tipografia fu dismessa dai Padri Orionini e ceduta a privati, il dipinto rimase esposto negli stessi locali fino agli anni Cinquanta almeno, dopodiché di esso si persero le tracce.
Un’accurata indagine investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha consentito ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza di individuare l’opera presso un’abitazione privata non distante dal luogo dal quale era scomparsa e di recuperarla nel 2021, restituendola alla Diocesi reggina e, quindi, alla fruizione della comunità il 26 maggio dello stesso anno 2021 (figg. 3-6).
Nel 2025 le due Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e di Reggio Calabria-Bova hanno promosso il progetto San Prospero, un ponte tra due comunità con l’intento di approfondire la conoscenza delle vicende legate all’opera di mons. Cottafavi a Reggio Calabria e alla commissione del dipinto di San Prospero al Manicardi attraverso un articolato programma di eventi nelle due città (figg. 7-10).
Bibliografia
LUCIA LOJACONO, Arte restituita alla conoscenza: il dipinto della Visione di San Prospero e la statua di San Paolo e la colonna ardente, in San Prospero. Un ponte tra due comunità. La riscoperta di Cirillo Manicardi per Reggio Calabria, a cura di E. Farioli e M. Zanfi, Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla 2026, pp. 35-41 e la bibliografia ivi citata









