La visione di San Prospero

Il dipinto

CIRILLO MANICARDI
La visione di san Prospero, 1910
olio su tela, cm. 173x 143
Reggio Calabria, Museo Diocesano “Monsignor Aurelio Sorrentino”

Scrive mons. Emilio Cottafavi in una lettera indirizzata a Naborre Campanini e conservata nella Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia: “Conoscendo il raro valore del prof. Cirillo Manicardi, nel 1909 gli commisi l’esecuzione della tela che doveva essere collocata dietro laltare maggiore e rappresentante San Prospero. Egli eseguì lopera magistralmente e seppe interpretare magnificamente il mio pensiero. San Prospero è inginocchiato sulle rovine della città devastata colla magnifica testa rivolta al cielo in atto di angosciosa preghiera, colle braccia aperte in atteggiamento di implorazione e di benedizione. Le nubi dense e tempestose si squarciano lasciando piovere sul Santo la luce intensa di una gloria nella quale si intravvedono le figure assai spiritualizzate dei Genii delle due Reggio che si abbracciano”.
La veridicità della descrizione di Cottafavi, ribadita dalla stampa del tempo, è stata confermata solo dopo il restauro della tela nel 2025, con il sostegno del Gruppo Credem: l’intervento ha svelato la presenza in alto al Santo di due figure femminili, in precedenza occultate da uno spesso deposito di polvere, strette in un abbraccio di sostegno e di solidarietà.
Il dipinto si offre così oggi nel ritrovato equilibrio formale e nella sua più corretta iconografia originaria, ricca di dettagli allusivi alle motivazioni della sua committenza.
Il Santo inginocchiato su un cumulo di rovine rievoca lo stato della città di Reggio Calabria dopo il terremoto, con gli stemmi delle due Reggio in primo piano: la croce rossa in campo bianco e le lettere SPQR per Reggio Emilia e San Giorgio con il drago per Reggio Calabria.
A individuare il personaggio raffigurato contribuiscono il pastorale e la mitria vescovili appoggiate contro l’insegna araldica della città emiliana di cui è patrono. Il gesto è quello dell’orante paleocristiano ripetuto nella Messa tridentina al momento della recita del Pater noster, con la potente apertura delle braccia tese a invocare la protezione divina e l’intensa espressività del volto rapito dalla visione celeste.
Particolarmente studiata è la pittura del fondo in cui la forte luminosità assume un significato simbolico ma diventa anche occasione per una liberissima sinfonia di bianchi, animata da increspature e trasparenze che lasciano appena intravedere l’abbraccio delle due figure allegoriche.
L’esperienza pittorica di Cirillo Manicardi emerge, ancora, nella resa dell’intensa spiritualità del volto del Santo, pregna di tutta la compassione e la speranza che l’atteggiamento di supplica vuole evocare.

 

 

Bibliografia
ELISABETTA FARIOLI, Il San Prospero per Reggio Calabria: l’opera nel percorso di Cirillo Manicardi, in San Prospero. Un ponte tra due comunità. La riscoperta di Cirillo Manicardi per Reggio Calabria, a cura di E. Farioli e M. Zanfi, Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla 2026, pp. 17-25

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