Storia
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GENESI DEL PROGETTO MUSEOGRAFICO

fig._1Il Museo diocesano di Reggio Calabria è stato eretto con decreto arcivescovile di monsignor Giovanni Ferro il 25 gennaio 1957. Nel documento si legge: "Perché il patrimonio artistico delle Chiese della Nostra Archidiocesi e della Diocesi di Bova sia meglio conservato e più sicuramente custodito, abbiamo fatto costruire un'ampia sala annessa al nuovo Seminario, perché sia la sede del Museo Diocesano. Pertanto...erigiamo il Museo Diocesano, affidandone la direzione al rev.mo don Francesco Gangemi...che nel suo lavoro sarà coadiuvato dalla Commissione per l'Arte Sacra. Prescriviamo che siano trasferiti in tale Museo tutte le Opere d'arte e gli Oggetti che la suddetta Commissione dichiarerà d'interesse artistico esistenti nelle Chiese e nelle case canoniche e comunque di proprietà ecclesiastica. Il Direttore rilascerà per ogni oggetto ritirato una triplice ricevuta: una per la chiesa proprietaria, una per l'Ufficio amministrativo e una da conservarsi presso la direzione del Museo. L'obbligo della consegna non comprende le opere d'arte esposte al culto che, a giudizio dell'Autorità diocesana, siano sicuramente custodite e non corrono pericolo di deterioramento".

Ne conseguì l'avvio di una capillare ricognizione nel territorio che vide in monsignor Francesco Gangemi il collettore di un ingente patrimonio ecclesiastico trasferito nei locali dell'Episcopio in attesa di essere esposto nel Museo diocesano.

Tali opere in occasione della campagna di inventariazione dei beni culturali mobili promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana fin dal 1997, sono state recuperate alla conoscenza e costituiscono ad oggi il nucleo essenziale del patrimonio artistico del Museo diocesano.

L'edificio che ospita al pianterreno il Museo è quanto resta dell'ala del Palazzo arcivescovile costruita alla fine del Settecento sulle rovine di un preesistente edificio, sorto accanto alla Cattedrale alla fine del XVI secolo. Si tratta di un corpo edilizio tardo-settecentesco scampato ai crolli causati dal terremoto del 28 dicembre 1908 e ai bombardamenti del 5 maggio 1943.

Intorno alla metà degli anni Ottanta, con risorse del Ministero per i beni culturali, si procedette al restauro architettonico della parte dell'edificio accessibile dal cortile dell'Arcivescovado: tali interventi nel giugno 1988, in occasione del XX Congresso Eucaristico Nazionale, consentirono di allestire in quei locali la mostra Figurazioni del sacro: otto scultori nel territorio reggino tra 800 e 900, promossa dell'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria.

Tra 1998 e 1999, nell'ambito del Programma POP 1994-1999, si attuò il restauro della volta del porticato, del grande salone al pianterreno e di una saletta adiacente: l'intervento diede esito ad un nucleo museale che per rendersi pienamente funzionale necessitava, però, di una revisione e integrazione del sistema di allestimento degli spazi, allarganti ad ambienti contigui per rendere integralmente fruibile il bene culturale architettonico destinato a spazio museale.

L'attuale Progetto museografico si colloca nel più ampio contesto di un intervento denominato Sistema Mu.Di.C del quale si è fatta promotrice la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria nell'ambito dell'Accordo di Programma Quadro (APQ) del 22/12/2003 "Beni e attività culturali per il territorio della Regione Calabria".

Attraverso un'attenta ricognizione territoriale, attuata in sinergia tra i funzionari della Direzione Regionale e gli Ordinari diocesani o gli Incaricati da essi designati, si è proceduto alla progettazione di nuove entità museali, laddove esse non erano ancora state istituite (Reggio Calabria tra queste, ma anche Cosenza e Lungro) e all'ampliamento di quelle esistenti (Santa Severina, Lamezia Terme e Gerace).

Primo passo, quindi, la firma di una Convenzione sottoscritta tra mons. Vittorio Mondello, nostro Ordinario diocesano, e il Direttore Regionale ai Beni culturali e paesaggistici (arch. Francesco Prosperetti) e l'avvio concreto della fase progettuale e della successiva attuazione degli interventi.

Al riguardo, l'arcivescovo chiese formalmente che del gruppo di progettazione costituito presso la Direzione Regionale, stazione appaltante dei lavori, facessero parte i progettisti dallo stesso monsignor Mondello designati fin dal 2003, nella fattispecie la sottoscritta, in qualità di storico dell'arte e responsabile del Museo stesso, e l'architetto Renato Laganà.

                                                                                                                                                Lucia Lojacono