Biografia di Ninì Sapone
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FB_SAPONENINI' SAPONE, l'"artigiano del presepe"

di Adriana Sapone


Antonio Sapone, per gli amici Ninì, (nato a Bianco, sulla costa jonica reggina il 28 maggio del 1942 e morto a Reggio Calabria il 23 dicembre del 2008), era conosciuto universalmente come il presepista per eccellenza o come lui amava definirsi "l'artigiano del presepe".
Sin da ragazzino ha amato il presepe, quello che egli stesso ideava, progettava e poi realizzava con i materiali più disparati. Aveva solo dieci anni quando, raccolta sulla spiaggia una grossa conchiglia, ritornato a casa si mise a lavoro e ne tirò fuori un mini presepe. Ne seguirono tantissimi. I suoi piccoli tesori prendevano forma in vasi, cocci, giare, televisori, conchiglie, tazze e nei caratteristici "bomboli" (recipienti adoperati in Calabria per tenere l'acqua al fresco), trasformati, dalla sua pazienza certosina e dal suo estro, in autentici capolavori.
L'incontro con Vito Marinelli, lo iniziò ai segreti della meccanica e dell'elettricità, spingendolo ad abbandonare la staticità delle statuine e dei paesaggi, per dar vita ai primi pastori in movimento e alla conseguente animazione scenografica. Ingegnosamente seziona le statuine all'altezza della vita o nelle braccia, nelle gambe, nella testa per far passare i fili che permettevano le movenze volute. Ecco l'arrotino che mola la lama, il fabbro che batte il ferro sull'incudine, il monaco che suona la campana, la donna che sbatte i panni, il pescatore che getta la lenza, il vasaio che gira il tornio, il contadino che zappa, le pale del mulino che girano, le porte che sbattono, tutto diventa elemento portante di quel villaggio millenario che, animandosi, si trasforma per incanto in un vero e proprio gioiello tecnologico, un presepe meccanizzato dall'invidiabile suggestione.
Imponenti e artistiche scenografie, l'alternarsi delle varie fasi del giorno e della notte, sempre nuovi personaggi e accorgimenti tecnici aggiunti in ben quarant'anni di lavoro continuano ad incantare i visitatori sia grandi che piccini. Altra tappa fondamentale nella vita artistica di Ninì è stato il sodalizio con don Matteo Plutino, grande e appassionata fugura di "Amico del Presepe" che lo avvicinò nel 1981 all'Associazione Italiana Amici del Presepe, fondata a Roma nel 1953 da Angelo Stefanucci, instancabile ambasciatore del presepe in tutto il mondo.
Nasce così, anche a Reggio Calabria, la sezione Amici del Presepio ad opera di don Matteo Plutino che, con l'aiuto di Ninì Sapone, organizza il concorso "L'Arte nel Presepio", con lo scopo di divulgare l'amore verso il vero unico simbolo del Natale: la greppia di Betlemme.
Dopo la morte di don Matteo Plutino, Ninì Sapone, si fece carico dell'eredità lasciategli dall'amico sacerdote, divenendo dirigente della sezione reggina intitolata "don Matteo Plutino" e continuatore del concorso giunto ormai alla XXXIX edizione.
L'attività artistica del presepista Sapone continua la sua ascesa. La partecipazione alle trasmissioni nazionali della Rai, "Cordialmente" condotta da Enza Sampò, "Italia Sera", per citarne qualcuna, segna per Ninì il trampolino di lancio in campo nazionale ed estero. Moltissime sono le mostre cui ha partecipato: Verona, Napoli, Roma, Amalfi, Avellino, Formia, Lugano, Greccio, Locarno, Monaco di Baviera, Madrid, Barcellona e persino Tokyo, conseguendo sempre attestati di merito.nin_sapone_1_1
Ma è nella sua Calabria che ha dato il meglio di sé offrendo soprattutto alla sua Reggio, ineguagliabili gioielli artistici: i suoi grandiosi presepi meccanizzati, allestiti per anni presso la Cattedrale, la Parrocchia Santa Maria della Cattolica dei Greci, la Chiesa del Divin Soccorso.
Le emittenti televisive locali: Rai Tre, Telereggio, Reggio TV e Telespazio Calabria, lo hanno avuto più volte ospite per illustrare agli appassionati le varie tecniche presepiale e per svelare i segreti di un'arte così magica e coinvolgente.

Fare il presepio, ha significato per Ninì vivere in un incantesimo, in una magia, in una dimensione in cui ti senti disarmato da tutti gli orpelli che l'esistenza non ti risparmia e in cui la tua anima inquieta sa trovare la vera pace.
Curvo per ore su un coccio, un quadro, un guscio di noce o un bombolo, da forma a montagne, cavità, casolari, stradine, in recipienti troppo piccoli per le sue grosse mani, ma non per la sua ingegnosità rendeva palpabile quell'anelito di promozione e salvaguardia del culto del presepio. Solo così, l'arte presepistica poteva moltiplicarsi anche in chi non aveva ancora conosciuto la gioia che si prova nel creare una "Santa Greppia" con le proprie mani.
Quanti presepi ha donato il maestro Sapone è impossibile contare, sparsi come sono in tantissime case, uffici, negozi di amici reggini, italiani e stranieri.
Quanti ne ha offerti per le maratone di Telethon, fin dal lontano 1991 e per l'International Inner Wheel 210 distretto club di Reggio Calabria, dal quale sodalizio è stato insignito del titolo di membro onorario per la sua generosa disponibilità.
Ninì era fortemente impegnato nel sociale e non vi era iniziativa benefica a cui non dava il suo tangibile contributo. Ci teneva a dimostrare che, in una società sempre più proiettata verso una mentalità materialistica e attaccata all'egoismo, bisognava saper risvegliare valori come la carità, l'amore verso il prossimo e la solidarietà per chi soffre.
Intanto, prosegue la sua attività, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno; il suo laboratorio diventa sempre più ricco e non solo delle sue creazioni. Durante i convegni, le mostre, nelle chiese, nei conventi, inizia una ricerca affannosa del pezzo, del pastore, della statuina, del presepe da comprare per arricchire la propria collezione con usi, tradizioni, realizzazioni artistiche inerenti al Natale. Si fa così strada nella sua mente un'idea: perché non far fruire anche agli altri il mistero della Natività, raccontata attraverso il sapiente lavoro di artisti di ogni parte del mondo?
Nasce così quel progetto di dotare la città di Reggio Calabria di una struttura museale privata. Dopo anni di intenso lavoro e di dispendio di energie fisiche ed economiche, allevato ed amato come una creatura, vede la luce, nel 1997, quello che veniva considerato un vero gioiello del Sud, della regione Calabria: il Museo del Presepio.
All'interno, tra le teche, il visitatore poteva ammirare presepi risalenti a diversi periodi storici, provenienti dalle diverse regioni italiane; all'interno delle vetrine, pezzi prestigiosi di rinomati maestri di arte presepistica come Antonio Greco, Luca Crispino, Luigi del Prete, Antonio Piscopo, Alberto Finizio, Delia Zucchi, Armando Cutugno, Luigi Vigorito, Alfonso Pisacane e tanti altri catturavano lo sguardo attento del visitatore.
Il Museo, veniva visitato da migliaia di persone ogni anno, in special modo da scolaresche di ogni ordine e grado e nel dicembre del 2002 anche un ospite d'onore aveva varcato la soglia del museo della natività. Il critico d'arte Vittorio Sgarbi si era complimentato con il direttore Ninì Sapone per la scelta delle opere e della loro collocazione.
Negli anni 2001 e 2002 con il patrocinio del Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, il presepista reggino ha anche curato gli allestimenti delle mostre presepistiche nella sala "Nicholas Green" di Palazzo Campanella, del Circolo Nautico a quello del Tennis "Polimeni". La partecipazione ai convegni nel settore a carattere nazionale ed estero non tardano a far conoscere ed apprezzare il suo talento e le sue doti umane che gli faranno ricevere nel 2003, come giusta riconoscenza, l'alta onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici e nel 2005 l'elezione a consigliere nazionale dell'Associazione Italiana Amici del Presepio, attività per la quale si era prodigato con grande generosità e passione fino all'ultimo convegno nazionale.
Gli ultimi cinque anni della sua esistenza sono stati i più felici e i più fecondi per l'artista Sapone perché ha potuto coronare un sogno a lungo vagheggiato: offrire alla città, una mostra nazionale di arte presepiale.
Con il patrocinio del comune di Reggio Calabria, Ninì Sapone ha organizzato ben cinque esposizioni nazionali: quattro ospitate nelle sale del Castello Aragonese e una alla Torre Nervi del Lido Comunale. I visitatori: oltre trentamila. Mostre, arricchite da opere uniche nel loro genere, provenienti non solo dall'Italia, ma da ogni angolo del mondo cristiano e cattolico. Grazie all'amicizia, alle relazioni ed ai contatti con le sezioni presepistiche italiane, Ninì Sapone ha portato in città: opere in legno, carta, cartapesta, ceramica, maiolica, corallo, avorio, terracotta dei maggiori artisti.

Per i suoi meriti artistici ed umani ha ricevuto le cittadinanze onorarie di Amalfi, Abano Terme, Taurianova e Nicotera, arricchendo così la sua collezione di targhe, coppe e medaglie ricevute in ogni parte del mondo. All'amore per il Bambino Gesù, Ninì ha associato quello per la Madonna della Consolazione.

Non meno fervente, devoto, generoso è stato il culto verso la "sua" Vara. Per ben quarant'anni, puntualmente, il secondo sabato e il martedì successivo di ogni mese di settembre e l'ultima domenica di ogni mese di novembre, niente poteva impedirgli di trovarsi tra gli amici "portatori" e offrire la sua spalla alla stanga della Vara che portava in processione la Madonna della Consolazione. Nel mese di settembre del 2008, aveva ricevuto l'attestato di merito per aver contribuito a tramandare alle future generazioni la devozione alla Madonna della Consolazione, patrona del popolo reggino.

Certo per tutti noi sarà difficile il cammino senza le sue parole, i suoi gesti semplici, forse comuni, ma proprio per questo unici, ma sentiamo che dobbiamo continuare sulla strada che lui ha tracciato senza farci scoraggiare dal grande vuoto che per sempre avremo nel cuore. La morte repentina e immatura ha portato via Ninì, ma il bagaglio di valenza culturale ed umana che ci ha lasciato, quel sentirsi rapiti e increduli dinanzi ad un'opera, quella meravigliosa avventura del maestro Sapone, vivrà e sarà potenziata nel tempo.