Il Vescovo Sponsus Ecclesiae
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fig. 11aAl fine di documentare significato liturgico e pregio artistico di alcune insegne episcopali riferibili a vescovi dell'Arcidiocesi di Reggio e della Diocesi di Bova si espongono croci pettorali, anelli episcopali e bacoli pastorali databili tra XV e XX secolo: in particolare, il Bacolo pastorale di mons. Antonio de Ricci, arcivescovo di Reggio dal 1453 al 1490, pregevole opera di oreficeria napoletana, e Croce e Anello dell'arcivescovo reggino Francesco Converti (1872-1888).

Una selezione di vasi eucaristici e oggetti liturgici esposti assieme ad alcune vesti sacre recanti stemmi di arcivescovi reggini e di vescovi bovesi completa lo spazio espositivo, documentando la committenza di preziosi manufatti in argento e seta tra XVII e XX secolo. Tra le opere esposte risaltano: per l'Arcidiocesi di Reggio, un servizio da lavabo in argento, composto da brocca e bacile, entrambi recanti lo stemma di monsignor Bernardo Maria Cenicola (1797-1814), un calice e un ostensorio  appartenuti all'arcivescovo Mariano Ricciardi (1855-1871); per la Diocesi di Bova, un piviale in damasco di seta blu con stemma del vescovo Antonio Gaudiosi (1699-1714), il pastorale di monsignor Antonio Spedalieri (1764-1791), un calice e un servizio per incensazione del vescovo Vincenzo Rozzolino (1835-1849).

Allo stesso spazio tematico afferiscono alcune pregevoli edizioni sei-settecentesche del Caeremoniale episcoporum, testo normativo che, edito nel 1606, accoglie e diffonde le istanze tridentine: i volumi, in prestito temporaneo dalla Biblioteca arcivescovile "Mons. Antonio Lanza", appartennero ad arcivescovi reggini, quali mons. Damiano Polou e mons. Alessandro Tommasini, i cui emblemi sono impressi sulle copertine in cuoio.

Vedi il Catalogo delle opere di questa sezione.