Arte e devozione: il culto dei Santi
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Lo spazio espositivo accoglie, in particolare, due statue lignee raffiguranti, rispettivamente, Santo Stefano Protomartire, attribuita a un ignoto scultore gaginiano (inizi sec. XVII), e San Giovanni Evangelista, unica statua superstite di un Calvario seicentesco attribuito a fra' Diego Giurati da Careri (metà sec. XVII) e realizzato per il convento dei Padri Minori Riformati del Santissimo Crocifisso a Reggio Calabria.

Seguono oggetti propri dell'arredo delle immagini sacre: corone di statua, tra le quali le corone del busto marmoreo rinascimentale della Madonna con Gesù Bambino nella Concattedrale di Santa Maria Isodia a Bova datate 1604 e quella argentea della statua lignea dell'Immacolata a Scilla, realizzata nel 1824, e attributi iconografici, quale il pugnale di statua della Madonna Addolorata proveniente dalla chiesa di Gesù e Maria (1832-1839).

Al tema del culto dei Santi si riferisce, inoltre, l'esposizione di numerosi reliquiari di forma e materiale diverso, generalmente prezioso: in particolare, dalla Cattedrale di Maria SS.ma Assunta ne proviene uno in argento datato 1757 e dalla Concattedrale dell'Isodia quattro monumentali del tipo a ostensorio in lamina di rame sbalzata e dorata su supporto ligneo con emblema del vescovo Antonio Maria Laudisio (1818-1824).

Con riferimento alla devozione alla Madonna della Consolazione, patrona della città assieme a San Giorgio, la Sezione espone due coppie di candelabri in argento, dei quali due sorretti da Angeli, opera del napoletano Vincenzo Catello, offerti nel 1885 dalla Città di Reggio quale rendimento di grazie alla Vergine per aver preservato il popolo reggino dal contagio del colera: in origine montati sulla Vara processionale della Madonna, opera di argentieri messinesi e napoletani attivi tra XIX e XX secolo, ne sono stati rimossi per salvaguardarne l'integrità.

Vedi il Catalogo delle opere di questa sezione.